Dopo un infortunio sul lavoro, tra dolore e preoccupazioni economiche, è facile sentirsi smarriti. Una cosa però è importante saperla subito: i tuoi diritti vanno oltre l’assegno INAIL — e nessuno può punirti per averli fatti valere.
I primi passi dopo l’infortunio
- Fatti refertare subito al pronto soccorso e conserva ogni documento.
- Comunica l’infortunio al datore di lavoro, che deve trasmetterlo all’INAIL.
- Conserva certificati, prescrizioni e ricevute delle spese.
- Se ci sono stati testimoni, annota i loro contatti.
Cosa copre l’INAIL (e cosa no)
L’INAIL eroga prestazioni con funzione assicurativa: indennità per inabilità temporanea, rendita per invalidità permanente, prestazioni ai superstiti. Ma copre il danno secondo parametri propri: non comprende il danno morale e copre solo in parte il danno biologico.
Il danno differenziale: il diritto ignorato
Quando l’infortunio dipende da una violazione delle norme di sicurezza (macchinari non a norma, mancata formazione, dispositivi di protezione assenti), puoi recuperare dal datore di lavoro la differenza tra il danno reale e quanto liquidato dall’INAIL. È il cosiddetto danno differenziale, e per molti lavoratori vale somme importanti che restano non richieste.
Non puoi essere licenziato per questo
È il timore numero uno: «se chiedo il risarcimento, perdo il lavoro». La legge è chiara: il licenziamento per ritorsione è nullo. Chiedere ciò che ti spetta è un diritto, e un buon avvocato ti tutela anche su questo fronte.
E le malattie professionali?
Anche le patologie causate dall’attività lavorativa — ad esempio l’esposizione a sostanze nocive — danno diritto alle prestazioni INAIL e, in caso di colpa del datore, al danno differenziale.
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