Quando si perde una persona cara per un errore medico, un incidente o un reato, nessun risarcimento può colmare il vuoto. Eppure, ottenere giustizia ha un valore: riconosce che quella perdita non era inevitabile e che qualcuno ne è responsabile. Ecco cosa la legge riconosce ai familiari.
Il danno da perdita del rapporto parentale
È il cuore del risarcimento ai congiunti. Riconosce la sofferenza e lo stravolgimento della vita causati dalla perdita del legame affettivo. Viene quantificato secondo le tabelle, tenendo conto del rapporto con la persona scomparsa, della convivenza, dell’età e delle circostanze.
Chi può chiedere il risarcimento
In primo luogo:
- il coniuge o il convivente
- i figli
- i genitori
In base alla concretezza del legame affettivo, anche fratelli, nonni e nipoti possono avere diritto al risarcimento.
Gli altri danni risarcibili
- Danno patrimoniale: la perdita del sostegno economico che la persona garantiva alla famiglia.
- Spese funerarie e altre spese conseguenti.
- Danno “terminale” o “catastrofale”: la sofferenza patita dalla vittima nel periodo tra l’evento e il decesso, che si trasmette agli eredi.
Un percorso che gestiamo noi
Sappiamo quanto sia faticoso anche solo pensare a una pratica legale in un momento simile. Per questo ci occupiamo di tutto: acquisizione dei documenti, valutazione medico-legale, rapporti con assicurazioni e controparti. A volte questi casi si chiudono con una trattativa, senza un’aula di tribunale.
Spesso, nei familiari, si insinua anche un senso di colpa — “avrei potuto fare di più”. Vogliamo dirlo con chiarezza: chiedere giustizia per chi non c’è più non è un tradimento. È un modo per onorarne la memoria.
Vi accompagniamo con rispetto e senza fretta. La prima consulenza è gratuita: contattateci quando ve la sentite.